Quando le risorse si moltiplicano. A Campobasso nasce Officina Creattiva

In un ambiente accogliente e creativo l’associazione Liberi di essere dà vita a laboratori e progetti che guardano lontano

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Officina Creattiva Campobasso

Tutto nasce per lavoro. Sì, per lavoro. Una mediatrice culturale, una psicologa, l’ingresso come professioniste in un centro d’accoglienza privato. Ma è diventato molto, molto di più. Perché Concetta ed Emanuela non si sono accontentate di fare il loro dovere, di svolgere il loro compito. Hanno voluto fare di più. Ed hanno innescato una reazione a catena così ampia e variopinta che è persino difficile raccontarla.

Mi ricevono, senza darmi troppe spiegazioni preliminari, in un ampio locale in cui fantasia, calore, oggetti, strumenti, cibi, sorrisi e profofficina-creattiva-2umi si confondono, creando un’atmosfera accogliente, calda. C’è anche Teresa, maestra di mille cose fatte a mano. Stasera non ci sono Enrico, il falegname, Marisa l’artista e Maria, sarta e molto di più. Risorse nostre, gente capace di produrre, di fare le cose bene e con passione. Non ci sono perché l’officina d’altra parte è chiusa, è piuttosto tardi e i ragazzi sono rientrati a casa.  Ma ci sono molti dei lavori che hanno realizzato: oggetti, biancheria da casa, arredi.

Anche loro, “i ragazzi”, non prevedevano tutto questo. Erano fuggiti dalla loro terra cercando un tetto più sicuro, hanno iniziato a collaborare con le operatrici del centro per fare qualche attività, per dare un senso a giornate altrimenti vuote. E oggi vedono una piccola luce, uno spiraglio per mostrare che cosa sanno fare, per mettere in circolo le loro capacità, le loro energie. Anche loro sono risorse. Risorse attive, come ama definirli Concetta, che è un po’ la mamma di questa grande famiglia.

Così è nata Officina Creattiva, una casa dove l’accoglienza e il recupero delle risorse, umane e materiali, sono rigorosamente al centro. Dove restituire vita è quasi una scontata parola d’ordine e dove si realizzano lavori che provengono da materiali di scarto o si preparano cibi con i doni della terra molisana. Le idee si moltiplicano generando nuova esistenza negli oggetti e nelle persone. E i progetti viaggiano (recupero patrimonio edilizio, recupero terreni, recupero arti e mestieri) raccolti in un unico programma, Nature House, che è un po’ il cappello di questa associazione, l’associazione “Liberi di essere”.

Sono già un quindicina i ragazzi immigrati, appartenenti al centro dell’ex Eden di Campobasso e a quello di San Massimo, impegnati in maniera costante. Non ci sono solo laboratori artistici e manifatturieri, ma anche percorsi culturali perché il dialogo non si limiti all’assistenza, ma sappia nutrirsi di uno scambio  alla pari, indispensabile per un’integrazione reale e costruttiva per l’intera comunità.

Perché quando le risorse si mettono in moto, ne generano delle altre. E la ricchezza, umana o materiale, si moltiplica.

Un progetto ambizioso? “Certo. Tutto Nature Housing è un progetto ambizioso – afferma Concetta – e c’è la volontà di volare alto per una possibilità di prospettive diverse, pur sapendo che si potrebbe non incontrare il vento giusto. Ma le stagioni e i venti cambiano e chi gioca con gli aquiloni deve essere bravo a comprendere in che direzione andare e soprattutto cogliere i momenti favorevoli per raggiungere alte quote”.

Chiunque desideri volare con loro può raggiungerli nell’Officina Creattiva e mettere a disposizione risorse per crearne delle altre. La porta è aperta. Il Colibrì c’è già…