Il Diavolo e i crimini satanici: piaga più diffusa di quanto si pensi

Le pratiche criminose legate al maligno interessano gruppi di uomini e donne e spesso anche gruppi di adolescenti. Un fenomeno allo studio che tocca tutto il mondo, Italia compresa

Tra le devianze con cui hanno a che fare le forze dell’ordine, i magistrati o gli esperti della prevenzione, quelle che trovano nel concetto del ‘diavolo’ il loro punto di riferimento sono più numerose di quanto si possa immaginare. Continua la nostra chiacchierata con il dottor Daniele Acquasana, assistente sociale specializzato in Criminologia applicata e componente esperto presso l’Ufficio di sorveglianza di Campobasso.

“E’ vero: il satanismo è più presente di quanto si creda, anche se con aspetti differenti, in tutto il nostro pianeta. La parola Satana – ci spiega – dall’antico ebraico significa ‘oppositore’. I crimini oppositori, o meglio detti a sfondo satanico, riguardano persone che si oppongono alla morale e ai riti della Santa Chiesa, che commettono atti criminosi in nome di Satana, che credono nell’esistenza del Maligno adorandolo come una divinità attraverso una visione anticristiana del mondo. Da qui l’adorazione del diavolo per scopi pragmatici, ovvero per ottenere vantaggi materiali, potere personale, morte dei nemici e altro. E’ su queste linee che si materializzano anche omicidi, compiuti da persone adulte in maniera organizzata. Possono essere caratterizzati da un rituale, da pratiche di tipo culturale o liturgico; possono essere seriali o causare la morte del soggetto attraverso l’induzione al suicidio”.

Insomma, dal credo di un popolo, che ha basi ed obiettivi positivi e volti al benessere del singolo e della comunità, in questi ambienti devianti si passa a dottrine distruttive che guardano alla morte. E che sono sempre legate a personaggi eccentrici, egocentrici, disturbati. Dietro un’organizzazione satanica, narrano le cronache e confermano gli studi, c’è sempre un leader megalomane e carismatico, caratterizzato da una personalità di spicco. Ma in che modo si affronta questo tipo di crimine e quali sono gli strumenti a disposizione?

“Non tutte le organizzazioni a sfondo satanico compiono atti che infrangono la legge – spiega ancora Acquasana – Perciò non sono analizzabili da un punto di vista criminologico perché parliamo di gruppi che comunque non commettono alcun tipo di delitto. Quando, invece, la legge viene infranta, allora la scena del crimine appare molto complessa da analizzare. Nel mondo di adepti a queste organizzazioni ce ne sono circa 5000. Il 6 giugno del 1966 (666) – giusto per menzionare uno degli eventi più significativi – venne fondata a San Francisco in California la Church of Satan. Il fondatore (Anton LaVey) essendo un bravo scrittore fu anche il creatore de The Satanic Bible e professava  il satanismo  basandosi sulle teorie dei filosofi che sostenevano il materialismo e l’individualismo. Quindi la sua si identificava come una religione non d’ispirazione soprannaturale”.

Ma di organizzazioni di questo tipo ce ne sono molte in tutto il mondo. E anche l’Italia ne conta: “Nel nostro paese la maggior parte dei reati connessi al satanismo ha una base di tipo sessuale che vede coinvolti uomini e donne, alcune delle quali spesso non consenzienti, in pratiche orgiastiche all’interno di rituali e ‘messe nere’.

Ma i dati purtroppo testimoniano la presenza di attività e crimini legati al maligno non solo tra gruppi di adulti organizzati, ma anche tra persone di giovane età.

“Ci sono omicidi a sfondo satanico compiuti da giovani ragazzi adolescenti. Negli Stati Uniti questi crimini sono annoverati come satanismo acido per la oro associazione alle sostanze stupefacenti e alcol. Parliamo di piccoli gruppi di minorenni (con la sporadica presenza di qualche adulto, che solitamente funge da leader), privi di una continuità storica ed organizzativa, di rituali ben precisi e di contatti con altri gruppi satanici del tipo organizzato. Queste pseudo-organizzazioni mettono in scena rituali satanici ispirate a film, a trasmissioni televisive o a subcultura musicale. Sono gruppi luciferiani dall’elevata impronta aggressiva e ribelle. I loro riti sono caratterizzati da sacrifici di animali, rapporti sessuali promiscui, profanazione di chiese e di cimiteri; il tutto accompagnato dalla rottura di un crocefisso o di un altro simbolo cristiano. A volte commettono anche atti di violenza carnale e attuazione di comportamenti orgiastici. Si tratta molto spesso di delitti commessi da gruppi di adolescenti che si danno una definizione di satanisti, ma che non coincidono affatto con il fenomeno storico-culturale del satanismo. Si tratta piuttosto di giovani marginali e violenti”.