Antonio Pettinicchi, 60 opere inedite raccontano la sua visione dell’inferno di Dante

Ad un giorno di distanza, Genua e Pettinicchi, due artisti che sono stati tanto amici, si ritrovano ad esporre idealmente, nella loro città, insieme

Curata da Vincenzo Manocchio, è stata Inaugurata ieri pomeriggio alla presenza delle autorità e dei familiari dell’artista la mostra di Antonio Pettinicchi. In esposizione 60 opere inedite.

Realizzate con l’acquerello e la tecnica della china, le opere provengono dalla collezione privata dei fratelli Cicchese che hanno deciso di mettere a disposizione della collettività quello che sarebbe rimasto un patrimonio personale.

L’esposizione all’ex Gil si va ad aggiungere alle ottantasette opere risalenti agli anni Ottanta e di proprietà della provincia esposte all’interno della Casa della Scuola.

Da ogni tavola traspare un’idea di racconto, di illustrazione, che riguarda in modo particolare l’Inferno descritto con una libertà creativa eccezionale.

Siamo felicissimi ed orgogliosi di questa ulteriore inaugurazione. Finalmente stiamo tornando a frequentare quelli che sono gli spazi della cultura dopo un periodo di totale stasi. La nostra maggiore soddisfazione nasce dall’aver dato voce alla straordinaria arte di Pettinicchi, uno dei più grandi artisti di questa terra e non solo e che sta riacquistando il ruolo centrale che merita, ha detto la presidente di Fondazione Molise Cultura Antonella Presutti.

Tutti gli artisti molisani, tra cui Trivisonno, si sono rivolti alla vena artistica di Pettinicchi utilizzando appellativi forti ed evidenziando la sua distorsione della realtà.

20220513194633_IMG_3154Dai quadri emerge la dimensione del dolore e la voglia di sondare l’interiorità dell’individuo. Antonio Pettinicchi dà voce ai nostri sentimenti, alla fragilità, al peccato che è sempre in agguato. Quel peccato che Dante vedeva particolarmente drammatico e che ancora oggi dilaga nella nostra società.

I colori delle tavole sono prevalentemente tre: blu cobalto, nero e rosso che trasmettono interiorità e grande sensibilità.

L’inferno di Dante di Antonio Pettinicchi resterà in esposizione fino al 3 luglio, permettendo così ai turisti che arriveranno in città per la festività del Corpus Domini che comprovare non solo che il Molise esiste, ma che esiste con un livello culturale davvero straordinario.