Il sacrificio di Aldo Moro rivive in Esterno Notte

Nel 1978 un’Italia dura, di piazza, non pacificata, dove si parla di guerra civile e in cui a farla da padrone sono la lotta armata e il terrorismo, sta vivendo uno dei momenti più critici della nostra Repubblica, passati alla storia come anni di piombo.

Per la prima volta in Occidente, sta per insediarsi un governo sostenuto dal Partito Comunista Italiano in una storica alleanza con la Democrazia Cristiana. Aldo Moro, il suo presidente, è il principale fautore di un “compromesso storico” che però suscita malumori ovunque.

EsternoNotte (1)Proprio nel giorno dell’insediamento dell’esecutivo, il 16 marzo 1978, Moro e gli uomini della scorta cadono in un agguato ad opera delle Brigate Rosse, l’organizzazione terroristica italiana di estrema sinistra costituitasi nel 1970 per propagandare e sviluppare la lotta armata rivoluzionaria per il comunismo. Il presidente della DC viene rapito e l‘intera scorta sterminata.

Seguono cinquantacinque giorni di prigionia, scanditi dalle lettere di Moro e dai comunicati delle BR. Cinquantacinque giorni di speranza, paura, trattative, fallimenti, buone intenzioni e cattive azioni. Cinquantacinque giorni che volsero al termine con il ritrovamento del corpo rannicchiato di Moro abbandonato in un’automobile in via Caetani, esattamente a metà strada tra le sedi della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista Italiano.

Scritta da Marco Bellocchio, Stefano Bises, Ludovica Rampoldi, Davide Serino, diretta da Marco Bellocchio e prodotta da Lorenzo Mieli per The Apartment, società del gruppo Fremantle, con Simone Gattoni per Kavac Film, in collaborazione con Rai Fiction, in coproduzione con Arte France Esterno Notte è una serie che rientra a pieno titolo nell’idea di servizio pubblico di cui la Rai si fa portavoce. È necessario, oggi ancor di più, riflettere su un avvenimento tragico come quello del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro per far sì che non resti soltanto memoria di un’Italia che non c’è più.

Con una lucidità fuori dall’ordinario, ricostruendo il clima di quegli anni, Esterno Notte punta ad arrivare ai giovani che quelle giornate, che ancora pesano sulla vita di chi c’era, non le hanno conosciute. Dopo Buongiorno, notte, a 83 anni Marco Bellocchio torna a raccontare una delle pagine più drammatiche della nostra storia, sperimentando un linguaggio misto, in cui la serialità incontra il cinema d’autore.

Stavolta però i protagonisti sono gli uomini e le donne coinvolti nel sequestro, che hanno fatto pronostici e che hanno pregato per Moro, che hanno boicottato ogni trattativa e che hanno tentato in tutti i modi di salvare un uomo che, come Cristo, ha dovuto portare la responsabilità di un Paese sulle proprie spalle.

Un uomo che, come Cristo, “doveva morire”. Perché nulla potesse cambiare non solo nella politica, ma soprattutto nella mente degli italiani.

Nell’attacco diretto al cuore dello Stato in tanti hanno giocato un ruolo più o meno decisivo.

Il ministro degli interni Francesco Cossiga interpretato da Fausto Russo Alesi. Nonostante reputi Moro un padre ha respinto tutte le proposte di trattative con le Brigate in qualità di fautore della linea della fermezza. Vive un conflitto perenne tra ragione umana e ragione di stato.

Papa Paolo VI, interpretato da Toni Servillo. Fu tra i primi a voler intavolare una trattativa segreta con i rapitori e a considerare l’ipotesi di pagare una somma ingente pur di liberare il suo amico.

Celebre il suo appello alle Brigate Rosse reso pubblico il 22 aprile: Io scrivo a voi, uomini delle Brigate Rosse: restituite alla libertà, alla sua famiglia, alla vita civile l’onorevole Aldo Moro. […] Uomo buono ed onesto, che nessuno può incolpare di qualsiasi reato, o accusare di scarso senso sociale e di mancato servizio alla giustizia e alla pacifica convivenza civile. […] Vi prego in ginocchio, liberate l’onorevole Aldo Moro, semplicemente, senza condizioni.

I terroristi, che usano la rivoluzione come un mezzo per raggiungere un fine: ribellarsi agli ordini e a cui non interessa vincere ma morire da eroi. Tra questi Adriana Faranda che, assieme al compagno Valerio Morucci, fu tra gli ultimi a sposare la causa rivoluzionaria e tra i primi ad iniziare il processo di dissociazione dalle BR.

Eleonora Moro, interpretata da Margherita Buy. Una donna poco raccontata, che ha vissuto quei drammatici cinquantacinque giorni chiusa nel suo dolore confidando negli organi competenti.

Il covo di via Montalcini, diventato la prigione di Moro, interpretato magistralmente da Fabrizio Gifuni, protagonista dell’edizione 2022 del Molise Cinema Film Festival. Qui, il 9 maggio, gli viene concesso di vedere un sacerdote a cui confessa di non aver ancora perso la voglia di vivere ma si è ormai arreso all’idea che i suoi cosiddetti “amici” lo abbiano abbandonato. Soltanto qualche ora dopo Moro verrà caricato nel bagagliaio di una Renault 4 e ucciso con dodici colpi di pistola.

Acclamata a Cannes, Esterno Notte si appresta a ricevere il Premio come miglior progetto innovativo agli EFA, gli Oscar europei. Inoltre è stata definita “Un dramma shakespeariano in 6 atti” da Le Monde, “Un poderoso affresco storico” da La Repubblica e “Una delle opere più intense viste negli ultimi tempi” da Il Sole 24 Ore.