Neuromed, siglato protocollo con l’università di Magdeburgo

L’I.R.C.C.S. Neuromed e l’Università tedesca di Magdeburgo siglano un accordo di collaborazione che porterà alla creazione di laboratori congiunti e di programmi scientifici comuni, con una particolare attenzione alla formazione dei ricercatori

Sono due realtà di altissimo livello quelle che oggi hanno firmato un accordo di collaborazione rivolto allo sviluppo di ricerche scientifiche e tecnologie avanzate, creando un nuovo ponte tra Italia e Germania e gettando le premesse per innovazioni rivolte alla salute umana e all’ambiente, all’insegna del concetto di Salute Unica Globale.

L’I.R.C.C.S. Neuromed e la Otto von Guericke University di Magdeburgo, in Germania, avviano così un programma di collaborazione che punta a fondere il grande patrimonio scientifico e medico dell’Istituto molisano con l’elevatissimo livello di tecnologia avanzata dell’Università tedesca. Un progetto che porterà alla creazione di laboratori congiunti e di intensi programmi di interscambio che vedranno i ricercatori delle due Istituzioni confrontarsi e interagire, con la possibilità di utilizzare le risorse di entrambe le strutture, a partire dal settore della diagnostica per immagini (“imaging”).

L’approccio a questa iniziativa, che nasce dall’esperienza maturata negli ultimi due anni, con ricercatori delle due Istituzioni che hanno collaborato su progetti comuni – ha detto il professor Jens Strackljan, Rettore dell’Università Otto von Guericke – è sicuramente multidisciplinare, con le diverse competenze che si interfacceranno in una visione di continua interazione. Un aspetto molto importante, comune a tutti coloro che nel mondo si occupano di ricerca e innovazione, è che un singolo laboratorio, o un singolo Istituto, non può permettersi tutte le infrastrutture necessarie per affrontare le sfide tecnologiche e scientifiche che ci si presentano davanti. Una collaborazione come quella siglata oggi significa invece mettere in comune risorse appartenenti a strutture diverse. Questo permetterà ai ricercatori di avere a disposizione opportunità nuove, sfruttando il meglio che i nostri Istituti possono offrire.

Sono tre i pilastri sui quali si basa questa nuova collaborazione: insegnamento, ricerca e innovazione – dice il professor Nicola D’Ascenzo, Responsabile del Dipartimento di Fisica Medica ed Ingegneria del Neuromed –. Per quanto riguarda il primo, i dottorandi dei due Istituti avranno la possibilità di seguire programmi congiunti, sfruttando una piattaforma internazionale cross-disciplinare che ci vede, come Neuromed ma anche come territorio molisano nel suo complesso, affrontare un concetto di didattica completamente nuovo, puntando alla piena internazionalizzazione dei corsi di studio e delle possibilità didattiche. Dal punto di vista della ricerca, avremo anche qui una cross-disciplinarietà che abbraccerà ingegneria, fisica medica, neurologia, cardiologia, epidemiologia. Le esperienze e le competenze del Neuromed e dell’Università di Magdeburgo saranno così integrate completamente in un unico concetto di eccellenza nella ricerca. E le direzioni innovative che saranno tracciate non riguarderanno solo la medicina, e la neurologia nello specifico, ma anche campi apparentemente lontani. È questo il punto di forza delle tecnologie sulle quali lavoriamo: settori diversi possono usufruire degli stessi avanzamenti scientifici e tecnologici, fino ad arrivare all’agricoltura, per fare un esempio. Tutto questo si traduce in innovazione, a vantaggio di una medicina di precisione, ma anche di un’agricoltura di precisione, con tecnologie che saranno ‘made in Magdeburgo e in Molise’.

Quella di Magdeburgo – dice il professor Luigi Frati, direttore scientifico dell’I.R.C.C.S. Neuromed – è una università molto giovane, fortemente orientata alla tecnologia. Con questo accordo siamo perfettamente in linea con una strada di innovazione che Neuromed sta perseguendo con forza, in  particolare nei settori dell’imaging e della genomica. Avremo due centri, uno qui in Molise e l’altro a Magdeburgo, che lavoreranno insieme attraverso scambi di ricercatori e tecnologie, puntando a progetti comuni da proporre all’Europa. Con questa iniziativa cerchiamo di dare ai giovani ricercatori nuove opportunità di crescita che, però, potranno essere pienamente sfruttate solo nel quadro di un adeguato programma di sviluppo del sud Italia fortemente ancorato all’innovazione.