Minori abusati e maltrattati, un quadro critico che chiede investimenti in prevenzione

Preoccupanti i dati esposti durante la formazione del progetto Child Care a Campobasso, che ha dato vita ad un centro che opera in supporto ai minori vittime di maltrattamenti

I dati sono emersi durante la sessione formativa organizzata dal team del progetto Child Care (finanziato dall’Impresa sociale Con I Bambini tramite bando) all’UNIMOL. Al centro lo stato dei fatti, le strategie in atto e quelle da porre in essere. Per affrontare il maltrattamento su infanzia e adolescenza occorre capirne l’entità attraverso le cifre.

Nel mondo 3 minori su 4 (1,7 miliardi di minori) hanno vissuto una qualche forma di violenza interpersonale. In particolare 1.3 miliardi di bambini/e sono stati sottoposti a qualche forma di punizione corporale, 261 milioni di scolari hanno sperimentato violenza da parte dei loro coetanei, mentre 100.000 minori sono stati vittime di omicidio (Fonte: Rapporto Cesvi, 2021).

Sono solo una parte dei dati, tremendi, emersi durante il workshop formativo organizzato dall’équipe del progetto Child Care, realizzato grazie al finanziamento dell’Impresa sociale Con i bambini e finalizzato alla prevenzione e cura del maltrattamento all’infanzia e all’adolescenza.

Ad esporre le ultime statistiche che riguardano il panorama mondiale e locale dei comportamenti violenti sui minori la dottoressa Francesca Vitale, psicologa e psicoterapeuta, responsabile del progetto.

Circa 3 bambini su 4 (circa 300 milioni) tra i 2 e i 4 anni sono vittime di punizioni corporali o violenza fisica. Un uomo su 13 e una donna su 3 riportano di aver subito abusi sessuali tra 0 e 17 anni. Infine 120 milioni di bambine e ragazze sotto i 20 hanno subito una qualche forma di aggressione sessuale. (Fonte: Rapporto Cesvi, 2021).

Il panorama più ampio non è più clemente. In Europa 55 milioni di bambini subiscono maltrattamenti: nel 9,6% dei casi è abuso sessuale, nel 16,3% trascuratezza fisica, nel 18,4% trascuratezza emotiva e nel 22,9% abuso fisico, nel 29,6% abuso emotivo (Dati WHO-European Region).

In Italia 45 minorenni su 1000 sono seguiti dai servizi sociali, di cui 77493 vittime di maltrattamento. La patologia delle cure (incuria, discuria e ipercura) è la forma di maltrattamento principale; riguarda il 40,7% dei minorenni in carico ai servizi sociali. Seguono violenza assistita (32,4%); il maltrattamento psicologico (14,1%), il maltrattamento fisico (9,6%), l’abuso sessuale (3,5%). Dati 2019-2020 – Terre des Hommes e Cismai.

Tutto questo si trasforma in conseguenze sulla crescita psichica, fisica e sociale delle vittime.

Le conseguenze di carattere psicologico e comportamentale per le piccole vittime sono innumerevoli, a breve come a medio termine. Nel breve periodo si registrano bassa autostima, ansia, depressione, rabbia e aggressività, PTSD, dissociazione, abuso di sostanze, difficoltà sessuali, preoccupazioni fisiche (dismorfofobie), disturbi del comportamento alimentare, gravidanze involontarie, comportamento autolesivo e autodistruttivo. A lungo termine invece si parla di malattia, disabilità e anche morte. Malattie cardiache, malattie a trasmissione sessuale, cancro e suicidio.

Abusi e maltrattamenti che hanno dei costi reali enormi per l’intera collettività.

Gli effetti fisici e mentali che si generano nella vittima si rivelano costosi perché protratti nel corso di tutta una vita. Costi elevati a carico del minore e della sua famiglia, ma anche per l’intera società. In Italia i dati parlano di circa 13 miliardi di euro annui, pari allo 0,84% del PIL (Dati Cismai, Università Bocconi e Terre des Hommes). Costi che sono molto più gravosi di quelli relativi agli interventi di prevenzione, sui quali non si investe ancora abbastanza

Insomma, come più volte ribadito dagli esperti, intervenire prima possibile sui fenomeni di abusi e maltrattamenti significa certamente evitare sul nascere mali che provocano ferite indelebili, sofferenze lunghe e pesanti, a tanti bambini ed adolescenti. Ma significa anche gestire in maniera oculata un welfare che invece troppo spesso deve correre ai ripari, senza, tra l’altro, garanzia di riuscita.

Ricordiamo che il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD.

www.conibambini.org