“Vogliamo figli liberi, non cavallette”: D’Avenia e il dialogo settimanale con i giovani

Alla scoperta di “Letti da rifare” di Alessandro D’Avenia sul Corriere della Sera. Ricca di spunti, letta da moltissimi ragazzi, la rubrica può aiutare a rendere migliori tanti grigi lunedì

letti da rifare

La noia delle cavallette è un articolo che fa parte di una vasta rubrica e tocca una tematica che sentiamo rimbombare nelle nostre orecchie da settimane: la dipendenza. Ma chi sono le cavallette? Non sono altro che i giovani. La loro mente viene paragonata a quella di questi insetti perché non si sofferma, non trattiene e non fa esperienza, salta da una pagina all’altra dell’internet. “Rimane nell’interminabile corridoio digitale – precisa D’Avenia, penna di questo articolo – osservando tutte le porte senza aprirne realmente nessuna”.

L’obiettivo di chi scrive è denunciare questo forte attaccamento ai dispositivi digitali, che creano una forte dipendenza: riescono a isolare giovani e adulti per ore. Si entra in un circolo dal quale è molto difficile uscire, ma che permette di osservare tutto in superficie, senza alzare il coperchio per scoprire davvero cosa c’è sotto. La sua è la forte determinazione di restituire la vera curiosità e la gioia dell’esperienza: integrare la lettura dello schermo con la lettura cartacea. Sì, perché entrambe hanno un approccio differente perché richiedono abilità e attenzioni differenti, ma bisogna insegnare ai ragazzi a sapersi muovere su entrambi.

Alessandro D’Avenia è un famoso insegnante e scrittore contemporaneo conosciuto da tutti i ragazzi grazie ai suoi libri che toccano temi molto vicini al loro mondo. Pochi di voi forse sanno che da un po’ di tempo è legato al Corriere della Sera, dove pubblica ogni lunedì una sua rubrica intitolata Letti da rifare. “Per un lunedì  che sappia meno di lunedì”, dice. E invita gli adolescenti ad essere curiosi, a scoprire tutto ciò che di sorprendente ha questo mondo. Il letto da rifare per lui è metafora di crescita personale: dall’infanzia si passa all’adolescenza e proprio in questo periodo i genitori smettono di rifare il letto ai propri figli. E saranno proprio loro che dovranno attivarsi, ingegnarsi e impegnarsi per imparare a rifarlo.

“Il letto da rifare oggi è quello di proteggere i bambini dalla dipendenza da schermo e provare, almeno una sera a settimana, ad accendere le pagine leggendo ad alta voce in famiglia. Noi vogliamo figli liberi e intelligenti, non cavallette”. Così conclude l’articolo di un lunedì simile forse a tutti gli altri. L’invito è rivolto ai ragazzi affinché trovino uno stimolo per migliorare il letto da rifare: bastano 10 minuti ogni settimana per imparare qualcosa di nuovo, per fare esperienza e per togliere il velo della superficialità dalla nostra vita.