Castiglione Messer Marino, consegnati 64 tablet ai ragazzi dell’istituto comprensivo

Castiglione messer marino consegna tablet

Cerimonia in stile anti Covid a Castiglione Messer Marino (CH) per la prima consegna dei tablet donati da Amazon alle scuole di alcune aree interne. I dispositivi verranno dati ai ragazzi in comodato d’uso.

Sono 1000 i tablet donati dalla multinazionale a supporto della didattica a distanza: il Ministero per il Sud e la Coesione territoriale, con il coordinamento dell’Agenzia per la Coesione territoriale, ha individuato tra le aree SNAI a cui destinarne l’assegnazione l’Area interna del Basso Sangro-Trigno in ragione della significativa azione relativa all’istruzione.

L’Istituto comprensivo di Castiglione Messer Marino – Carunchio è risultato dunque destinatario di 64 tablet che sono stati assegnati dalla dirigente Anna Paolella agli alunni delle classi V e delle classi I della scuola secondaria di I grado.

dal fondo salaVoglio esprimerLe la mia grande riconoscenza per l’attenzione rivolta ai percorsi scolastici dei ragazzi che vivono in aree territoriali particolarmente aspre, quali le zone interne, aspre sia dal punto di vista geografico sia sociale – ha scritto in una nota la dirigente Anna Paolella rivolgendosi al – Come Lei ben sa, essere cittadini di un’area interna significa avere meno possibilità di partecipazione rispetto alle opportunità offerte dai grandi centri urbani e di qui meno occasioni di crescita dal punto di vista economico, culturale, sociale e lavorativo.

L’iniziativa di assegnare dei dispositivi tecnologici alle scuole, grazie al prezioso contributo di Amazon, rappresenta un importante segnale di attenzione e cura, nonché di investimento in termini di conoscenza e promozione della mobilità sociale.

L’attuale dibattito sull’uso della tecnologia in ambito scolastico coinvolge in modo attivo sia i pedagogisti, gli operatori della scuola, sia le famiglie, sia i cittadini comuni. Tanto si discute sulla loro valenza in ambito didattico, comunicativo e sociale. Tanti i fautori del divieto di utilizzo degli strumenti tecnologici da parte dei minori di 14 anni e tanti i sostenitori di un nuovo modello di cittadinanza digitale che veda direttamente coinvolte le nuove generazioni.

Dall’avvento della “cattiva maestra televisione” di popperiana memoria, la telecomunicazione e la tecnologia hanno avuto una funzione sempre più importante, sia nella nostra vita sia in quella dei bambini e dei ragazzi. Sono nativi digitali i nostri figli. Usano in modo interscambiabile la penna e lo schermo di un tablet, o la registrazione vocale, manifestando una grande flessibilità di pensiero e di azione, che appartiene al dinamismo tipico dell’età evolutiva.

Il tablet non è solo uno strumento di gioco, ma anche, e soprattutto, di comunicazione, di condivisione e co-costruzione di percorsi comuni con coetanei distanti; è il mezzo che apre le porte del mondo e consente anche a chi non ha possibilità economiche di visitare luoghi lontani e di conoscerne la bellezza, di imparare a rispettare e interagire con altre persone e altre culture. A noi operatori della scuola ora il compito di innestare sui dispositivi digitali progetti di didattica integrata o di e-learning con modelli formativi condivisi e co-costruiti, in cui i ragazzi e i bambini siano coautori del loro percorso di apprendimento“.