Abbondanza e protezione: a Lucito si rinnova la devozione per San Giuseppe

san giuseppe lucito

Tredici pietanze, quattro generose padrone di casa, tre persone intorno ad un tavolo silenzioso che ogni anno rinnovano la tradizione della festa di San Giuseppe a Lucito. Una festa da sempre legata all’accoglienza, all’ospitalità, alla devozione per la figura del santo, padre di tutti i figli che bussavano alla sua porta per un pasto che molti si facevano bastare per giorni e di tutte le famiglie che, con grande sacrificio, allestivano tavole per chiedere a San Giuseppe i suoi “doni”: abbondanza e protezione su tutti.

pignate san giuseppeAnna, Giuseppina, Maria Rosaria e Ornella oggi hanno aperto le loro case, hanno accolto i loro ospiti, hanno condiviso con chiunque volesse sedere alla loro tavola quell’abbondanza rispettosa che è la vera anima di questa festa. Il benessere dei nostri tempi non deve farci dimenticare l’essenza di questa giornata intimamente legata alla dimensione dell’umiltà, della precedenza per gli ultimi, del ringraziamento per ciò che si ha e che si offre agli altri.

Dolci San Giuseppe - LucitoDa diversi anni a Lucito, oltre ad alcune famiglie del posto, anche la Società Agricola e Operaia mantiene viva la tradizione del pasto di San Giuseppe, riproponendo praticamente per tutto il paese le tredici pietanze tipiche di questa giornata. Centinaia di pasti tra quelli consumati a tavola e quelli distribuiti a tutti coloro che vogliono mangiare la cosiddetta “minestra”, fatta di varie portate di legumi, verdure, riso, spaghetti, baccalà e i doldi tipici “caragne, sfringi e calzoni”, sono il frutto del duro lavoro dei soci del sodalizio che, volontariamente, davvero con grande sacrificio, lavorano per giornate intere per non far morire una tradizione che fa parte dell’identità più autentica della comunità lucitese. Quella legata alla generosità e all’accoglienza.

Non si può non dire grazie a tutte queste persone, un grazie di cuore a chi si impegna per custodire una festa a metà tra tradizione e fede, ma che soprattutto porta negli anni il messaggio per cui aprire le porte all’altro riconcilia con il mondo e con se stessi.