Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia da Covid-19

Gravina: "Dobbiamo conservare la memoria di ogni singola vita recisa dal virus pandemico. Dimenticare sarebbe intollerabile e ingiusto"

Oggi, 18 marzo, in occasione della Giornata nazionale del ricordo delle vittime dell’epidemia da Covid-19, l’Amministrazione comunale di Campobasso ha esposto la bandiera a mezz’asta dal balcone di Palazzo San Giorgio.

Nella giornata istituita per non lasciar sfiorire il ricordo e la memoria di coloro che nei lunghi anni della pandemia, ancora purtroppo presente tra noi e nelle nostre vite, hanno perso la vita a causa del Covid-19, – ha detto il sindaco di Campobasso, Roberto Gravinail pensiero delle istituzioni e della nostra intera comunità non può che rivolgersi, in modo diretto, a tutti coloro che a causa del coronavirus hanno dovuto dire addio a un loro caro, alla persona amata, all’amico, al familiare.

Ognuno di noi, – ha aggiunto Gravina – in modi diversi, è entrato in contatto con quello che la pandemia ha causato in termine di dolori umani e di privazioni sociali. Il nostro Paese ha deciso, sin dall’inizio, di non dimenticare questo periodo drammatico della nostra storia contemporanea, di conservare la memoria di ogni singola vita recisa dal virus pandemico, consapevole che la storia di questi ultimi anni contiene in sé un fortissimo valore di testimonianza sociale che sarebbe intollerabile e ingiusto che venisse disperso.

Sarebbe ingiusto, in principal modo per le vittime, per i loro familiari e per chi ha lavorato in prima linea, senza esitazioni, mettendo a rischio la propria vita per fronteggiare un’emergenza sanitaria della quale all’inizio poco oggettivamente si sapeva.

Oggi che speriamo di poterci avviare verso una normalizzazione della situazione pandemica tanto attesa e voluta, che la campagna vaccinale sta contribuendo a rendere sempre più possibile e vicina, assume ancora maggiore importanza mettere a fuoco ciò che abbiamo attraversato come società e come individui per fare in modo che il sacrifico pagato da tanti in questa occasione, serva come monito a organizzare programmi di intervento e strutture sanitarie pronte a fronteggiare, in tempi rapidi, emergenze di ogni portata allor quando si dovessero verificare“.