La pace interiore in un caos di colori, Piero Perrino espone

Astrazione mistica nella mostra di Piero Perrino. Al Circolo Sannitico di Campobasso fino al 27 ottobre

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di Jacopo Righi

I volti che si mescolano ai segni e i segni che si perdono nei volti. Creature quasi mistiche che abitano nell’astrazione, pronte a fondersi con i colori, con mille sfumature, con quelle atmosfere rarefatte tanto frequenti nelle opere di Piero Perrino.

perrino 2Un susseguirsi di graffi, di macchie, di ‘spatolate’ apparentemente disordinate, ma che si  assemblano per ripristinare l’ordine …non sempre così indispensabile. Ma non basta uno sguardo veloce, occorre soffermarsi anche solo un attimo in più per cogliere la magia, per ritrovarsi in un mondo parallelo, come davanti ad uno specchio e leggere il proprio sguardo, iniziare ad annusare la pace. La pace interiore in un caos di colori, in un continuo rimando all’essere se stessi, a cercare o ricercare la verità, a sentire suoni e voci che echeggiano nella giungla di pennellate, di ghirigori, di chiazze e di vuoti divenuti  riconoscibili, la cifra stilistica di Piero Perrino. Figura poliedrica dal tratto inconfondibile, per certi versi impalpabile e ricco di quelle ‘aperture’, a volte incolori e a volte variopinte, che invitano ad entrare nell’opera, a farla propria, nella consapevolezza che il meglio sta per arrivare.

Quando si coglie l’essenza dell’artista molisano non serve il paracadute, né il salvagente: si viaggia in assenza di gravità, come sospesi in una condizione di benessere che alleggerisce corpo e anima. Un viaggio che si fa restando fermi, lasciandosi semplicemente cullare dalla voglia di ‘partecipare alla missione’. Non serve nemmeno allacciare le cinture di sicurezza, purché non ci si opponga all’entusiasmo e alla curiosità di avviarsi lungo un nuovo percorso.

perrino1“Dipingo perché non posso farne a meno, è una forza che mi viene da dentro – racconta Piero Perrino – e che diventa arte fatta di rosso, blu, nero”. Nero fluido, blu notte o elettrico, ma sempre capace di catturarci. E poi c’è il giallo che illumina l’oscurità e il verde che ci regala la speranza. E infine il rosso come il sangue, quello che pulsa forte nelle vene quando proviamo un’emozione. Quella stessa emozione che l’autore regala a quanti visitano la sua mostra, al Circolo Sannitico di Campobasso. La personale resterà aperta fino al 27 ottobre dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. Ingresso gratuito.