La pandemia e i rapporti tra coppie separate. L’esperienza di Fare Famiglia a Campobasso

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E’ attivo da quasi due anni, a maggio per la precisione spegnerà la seconda candelina. E’ il Centro Regionale FARE FAMIGLIA di Campobasso, un servizio socio-sanitario per la promozione, il sostegno e il recupero delle funzioni genitoriali che opera in rete con le agenzie e gli altri servizi competenti del territorio molisano.

Il Centro, che si trova presso la sede del Consultorio familiare di Campobasso, in via Duca d’Aosta 30/E, è gestito dall’ASREM in collaborazione con la cooperativa Sirio. In questo periodo di misure anti pandemia ha continuato a fornire supporto e prestazioni nonostante i limiti della situazione.

Ma in che modo questo tipo di intervento può adeguarsi a tempi così difficili? Ne abbiamo parlato con Anna Mary Marino, la psicologa coordinatrice del gruppo di esperti Sirio che insieme alla responsabile Asrem, la dottoressa Adriana Santoro, porta avanti il lavoro.

Fare famiglia nasce per famiglie in difficoltà a causa di problematiche diverse. Ma la pandemia ha imposto un cambiamento di passo ad ogni livello. Quali sono i disagi che questo periodo di paura e restrizioni ha fatto aumentare tra gli utenti del vostro servizio?

Il Centro accoglie famiglie fragili del territorio molisano che presentano disagi su più livelli. Ciò che abbiamo rilevato in seguito alla pandemia è stato un acuirsi del malessere sia nelle famiglie conviventi che già presentavano una conflittualità relazionale, sia nelle famiglie divise. Il disagio si è manifestato innanzitutto sul piano organizzativo: si pensi ad esempio alla difficoltà di garantire il diritto di visita dei genitori affidatari ma non collocatari. E poi i problemi si sono rivelati evidenti anche sul piano psicologico-relazionale.

Nonostante i diversi DPCM siamo sempre riusciti a garantire la continuità delle frequentazioni dei figli con i genitori separati. Purtroppo nelle famiglie divise in cui preesistevano disaccordi, le restrizioni legate al lockdown hanno esacerbato i conflitti, comportando inevitabili ricadute nella gestione dei figli.

Si può dire quindi che c’è una categoria che ha mostrato maggiori problemi rispetto ad altre…

Sì, torniamo a dirlo: quella delle famiglie separate. Ad esempio proprio qualche giorno fa abbiamo accolto una coppia separata che durante il lockdown ha manifestato un peggioramento del conflitto genitoriale. E la situazione che si è determinata è proprio legata alle condizioni che in qualche modo la pandemia ci pone. Infatti per assicurare il diritto alla bigenitorialità servono incontri settimanali concordati tra il minore (in questo caso di 8 anni) con il genitore non collocatario. Ma se questo non avviene allora sorgono i problemi, soprattutto a danno del minore stesso.

Come vi siete organizzati a livello di spazi di fronte alle norme di sicurezza? E per quanto riguarda i contatti con gli utenti, può il video telefono sostituire almeno in parte la presenza nelle prestazioni?

La cooperativa Sirio ci ha fornito tempestivamente tutti i dispositivi di sicurezza anti covid-19 (separatori in plexiglass, mascherine, igienizzanti…). L’équipe si è quindi prontamente riorganizzata anche nella modalità di gestione dei colloqui da remoto: E nei casi in cui è stato importante incontrare dal vivo le famiglie, sono stati rispettati tutti i criteri di sicurezza imposti dalle norme.

E vero: gli interventi clinici psicologici sono fondati sulla relazione terapeutica, che dal vivo è sicuramente più impattante. Ma devo dire che gli strumenti per digitalizzare gli incontri hanno permesso comunque un efficace svolgimento delle attività specialistiche proprie del nostro servizio. Infatti i processi terapeutici hanno avuto modo di andare avanti, anche attraverso lo schermo, consentendo comunque alle famiglie di percepire il sostegno dei professionisti, che sono riusciti così ad accedere al loro disagio.

Il video telefono o qualunque altro dispositivo ultratecnologico, comunque, non potrà mai sostituire la presenza in questo tipo di prestazione. Anche per questo speriamo tutti di tornare quanto prima alla normalità.