Formazione al lavoro e autonomia. A Castel del Giudice l’integrazione è realtà

Prosegue senza pause e il progetto Sprar nel paese altomolisano che ha integrato i gruppi di immigrati facendo rete e formando i capifamiglia

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Per includere, inserire ed integrare davvero gli strumenti esistono: basta inseguirli e coglierli con obiettivi precisi. Così a Castel del Giudice (Is), che quanto a capacità innovativa nell’utilizzo delle misure di sviluppo ha molto da insegnare, sono partite le prime borse lavoro per due ospiti del progetto Sprar. Prime in assoluto nel panorama italiano assegnate per l’inclusione dei migranti.

Come sappiamo in questo piccolo ma attivo paese al confine con l’Abruzzo, già noto per la bellissima ristrutturazione di Borgo Tufi e i meleti biologici sostenuti dal Comune, da poco meno di un anno sono stati accolti dei gruppi di famiglie con bambini provenienti dall’Africa nell’ambito del progetto ministeriale Sprar. Al loro arrivo, grazie ad una seria attività di preparazione e sensibilizzazione della cooperativa NuovAssistenza Onlus e dell’amministrazione comunale, tutta la popolazione ha risposto con grande partecipazione all’invito all’apertura. Quindi i nuovi cittadini hanno iniziato un percorso di inserimento controllato ed accompagnato da personale esperto.

Le tappe del progetto prevedevano una prima fase di formazione generica sulla lingua e la cultura, momenti di apprendimento e di reciproca conoscenza per porre le basi di una convivenza positiva e costruttiva. Successivamente i capifamiglia sono stati inseriti in percorsi di formazione al lavoro per imparare un mestiere e avere gli strumenti per mantenere i loro cari. Intanto per i bambini è stato attivato l’inserimento nella scuola e nella comunità dei coetanei attraverso attività, laboratori ed eventi.

Dal 15 gennaio, tappa cruciale per la storia delle tecniche di inclusione sul nostro territorio, sono state attivate le prime due borse lavoro: due uomini dello Sprar presteranno 20 ore di servizio alla settimana per l’azienda molisana D’Andrea Molise e a breve anche per altri due padri di famiglia scatteranno borse lavoro presso il Comune di Castel Del Giudice. Stesso percorso per lo Sprar di Pescopennataro (Is), dove sono presenti tre famiglie. Anche lì i capofamiglia hanno iniziato il 21 dicembre scorso la borsa lavoro presso il Comune.

I lavori sono coordinati dalla responsabile del settore immigrati per NuovAssistenza, Joanna Madejska.

Dottoressa Madejska, tutto procede dunque secondo i programmi? Accoglienza, formazione di base, formazione al lavoro, inserimento lavorativo…

joanna foto“Sì, sembra proprio di sì. Il percorso non è certo semplice ma la nostra determinazione è forte. In più c’è l’appoggio delle istituzioni e delle realtà che ci circondano, dal Comune di Castel Del Giudice alle associazioni del territorio che collaborano con noi. I risultati sono sempre l’esito di un lavoro sinergico, studiato e concordato nei particolari per ogni passaggio. Se non si lavora così le cose sfuggono di mano e il sistema integrazione non prende forma”.

Quali sono gli elementi che riducono al minimo l’impatto tra due culture così lontane che nel paese si trovano a condividere spazi e tempi?

“Innanzitutto non si deve mai improvvisare. In nessun settore del sociale, tantomeno nell’accoglienza dei profughi. Occorre quindi seguire linee guida rigide e mettere in campo gente preparata, con attitudini e formazione specifica, altrimenti si rischia di aggiungere danno al disagio già esistente. Il tutto mantenendo sempre saldi i principi e i valori che stanno alla base del progetto e organizzando il lavoro in rete, concertando con i vari referenti le scelte comuni. Inoltre occorre che gli ospiti vengano formati, istruiti se serve e accompagnati per bene”.

Che tipo di formazione hanno seguito prima di lavorare?

al lavoro2“Tutti i beneficiari, in entrambi i paesi che stiamo seguendo, hanno seguito il corso di sicurezza sul lavoro a rischio alto e hanno ottenuto un certificato valido in tutta l’Unione Europea. A breve inizieranno il corso per prendere il patentino per i macchinari più specialistici utilizzati presso le aziende e dagli operai del Comune. Inoltre per ognuno di essi è stato stilato un curriculum vitae in formato europeo ed è stato fatto l’orientamento sul mercato del lavoro con le varie modalità di ricerca dell’impiego. Infine sono stati realizzati micro progetti educativi volti all’educazione sulle norme che regolano il mondo del lavoro”.

Una preparazione davvero completa. Più completa di tanti italiani…

“L’integrazione si raggiunge soltanto con l’autonomia dell’individuo. Ogni nostro sforzo è dunque volto a far loro acquisire gli strumenti utili per l’inserimento lavorativo e per il raggiungimento di un’autonomia seria e solida nel tempo. La via maestra da seguire affinché ogni apparente diversità tra uomini scompaia”.