Disturbi del comportamento alimentare, in Italia ne soffrono in 3 milioni

    bulimia

    Durante la pandemia e il conseguente periodo di restrizioni sono aumentati tra gli adolescenti i problemi legati ai disturbi alimentari come anoressia e bulimia. E molte famiglie si sono trovate in difficoltà perché non erano attrezzate a far fronte a simili disturbi, né avevano i mezzi per riconoscerne i sintomi. Per dare un sostegno alle famiglie, la vicedirettrice del Corriere della Sera, Fiorenza Sarzarini ha annunciato l’avvio, a settembre 2021, di un’iniziativa rivolta a coloro che soffrono di disturbi alimentari e alle loro famiglie: un podcast in sei puntate che inizierà il 14/09 e che verterà sull’importanza di farsi aiutare da uno specialista per disturbi alimentari perché, se presi in tempo, i figli possono essere salvati.

    Il podcast, intitolato Specchio, “parla di disturbi alimentari – spiega Sarzanini – perché questi malati in Italia sono circa 3 milioni, perlopiù giovani e giovanissimi. I dati del ministero della Salute documentano un aumento dei casi pari al 30% nel post lockdown, la maggioranza dei quali tra bambini e preadolescenti. Anoressia e bulimia iniziano a manifestarsi fin dagli 8 anni. Parallelamente c’è un aumento delle persone che si ammalano per la prima volta tra i 35 e i 40 anni. Anche la popolazione maschile, che una volta rappresentava solo l’1% dei malati di disturbi del comportamento alimentare, è in crescita con un’incidenza del 20% nella fascia di età compresa tra i 13 e i 17 anni” (Fonte: Ansa).

    Disturbo alimentare: come si manifesta.

    Grandi abbuffate o rifiuto di mangiare sono gli atteggiamenti più frequenti, ai quali si aggiunge la vigoressia, ossia l’ossessione di avere un fisico muscoloso e prestante, specialmente nella popolazione maschile. Va detto che i disturbi alimentari non coinvolgono solamente la sfera legata all’alimentazione, poiché il disturbo alimentare è spesso l’apice di un problema di natura diversa, di una sofferenza personale che, non essendo traducibile in parole, si manifesta attraverso il corpo. A volte, il disturbo del comportamento alimentare nasce da un disagio nell’amare o nell’essere amati.

    A questo si vanno ad aggiungere altre problematiche legate all’utilizzo dei social, che costringono al confronto con modelli di bellezza irraggiungibili. Da qui nascono le modificazioni delle abitudini alimentari, comportamenti come le crisi bulimiche, dove si tende a ingerire una grande quantità di cibo in poco tempo, o l’iperfagia che porta a ingerire eccessive quantità di cibo, spesso molto al di sopra della media giornaliera.

    Le conseguenze di questi disturbi si ripercuotono in ogni ambito della vita privata di un individuo, andando a minare le capacità di relazionarsi con gli altri, anche nell’ambiente di lavoro. Oltre al cibo, l’unica cosa che occupa la mente di una persona che soffre di un disturbo dell’alimentazione è la preoccupazione per la propria immagine.

    Perché è importante intervenire con l’aiuto di uno psicoterapeuta?

    Questo genere di disturbi coinvolge il corpo, un corpo che viene manipolato in modo quasi violento, che viene sgonfiato, riempito di nuovo, un corpo che ingrassa e dimagrisce in brevi lassi di tempo. Le conseguenze di queste manipolazioni possono diventare molto gravi se non si interviene attraverso un approccio di tipo clinico, che coinvolge non solo lo psicoterapeuta ma anche i medici, come il cardiologico o l’endocrinologico per citarne due.

    E sul fronte psicologico?

    Dal punto di vista psicologico, lo specialista può intervenire per provare a dare voce al disagio, o al bisogno da cui il disturbo si è originato. Per la cura dei disturbi del comportamento alimentare si predilige, come già accennato, un approccio sinergico tra lo psicoterapeuta e i medici: il dottore andrà ad arginare le problematiche legate alla salute in relazione al disturbo, mentre lo psicoterapeuta cercherà di individuare l’origine della sofferenza psichica che ha scatenato il disturbo alimentare indipendentemente da quale esso sia.

    I principali disturbi del comporamento alimentare. Anoressia: restrizione patologica che porta a osservare delle diete stringenti che portano a un forte dimagrimento, dovuto al fatto che chi ne soffre ha un’immagine distorta del proprio corpo e lo percepisce come troppo abbondante. Bulimia: si caratterizza per grandi e incontrollate abbuffate di cibo alle quali seguono comportamenti compensatori quali vomito indotto, abuso di lassativi, diuretici e sport estremo. Obesità: si tratta di una sorta di bulimia senza comportamenti di compenso.

    Le possibili cause. Per quanto riguarda le cause del disagio, non sempre è giusto attribuirne la colpa alla famiglia, che sicuramente gioca un ruolo fondamentale dal punto di vista dell’educazione e del clima dentro casa, ma anche ad altri fattori quali la moda e le tendenze, che inseguono fisici perfetti e propongono dei canoni estetici estremi e fuorvianti, pressoché impossibili da raggiungere.

    Tra le altre cause dei disturbi da comportamento alimentare c’è anche la “fame d’amore”, una sofferenza connessa strettamente all’amare ed essere amati. In questo caso, la persona può anche essere amata con tutta la veemenza e l’ardore possibili, ma questo non significa che quella persona non possa sviluppare la convinzione di dover raggiungere la perfezione per meritare l’amore.