Festa del gatto, arriva la guida dell’Enpa per 7 milioni di amici domestici

Si celebra oggi la Festa nazionale del gatto. Nel nostro Paese sono circa 7 milioni i mici domestici. Meno dell’Ungheria (54,2 ogni 100 persone), ma più di Francia (49,1), Germania (45,4), Spagna (37,7) e Regno Unito (34,6). In Italia gli animali domestici sono in tutto 32 milioni e i gatti in questa classifica si collocano al secondo posto. Stando allo studio Assalco-Zoomark del 2019, hanno un impatto economico rilevante: il mercato degli alimenti per gatti fa girare, infatti,  ogni anno 1.089 milioni di euro solo in Italia.

Secondo una ricerca del 2019 condotta dal Censis gli italiani sono i primi in Europa per numero di animali domestici: sono presenti nel 52% delle case. Con 53,1 animali da compagnia ogni 100 abitanti, l’Italia si colloca al secondo posto in Europa.

La festa è nata nel 1990, nel mese di febbraio perché, secondo una vecchia tradizione, è il “mese dei gatti e delle streghe” e celebrata il 17, il giorno comunemente associato alla sventura, un cliché che accompagna i piccoli felini ancora oggi. Ricordiamo che nel Medio Evo, in Europa, il gatto venne demonizzato perché associato alla stregoneria. Invece nel Rinascimento fu riabilitato anche per il suo ruolo attivo nella vita dei villaggi, visto che aveva il compito di cacciare i topi. Ne era un grande appassionato il poeta Francesco Petrarca. A lui viene attribuito l’aforisma “L’umanità si può suddividere grossomodo in due categorie: coloro che amano i gatti e coloro che vengono puniti dalla vita”.

In occasione di questa giornata, l’Enpa ha realizzato una guida per l’adozione consapevole, che si può leggere a questo indirizzo: Ho adottato un gatto!

“Bisogna ricordare che, come tutti gli animali, il gatto ha delle esigenze etologiche che vanno rispettate – ha spiegato Marco Bravi, Presidente Consiglio Nazionale ENPA e responsabile Comunicazione – a partire dagli ‘angoli di silenzio’ (dove si deve poter rifugiare per i suoi attimi di sana ‘asocialità’), dal cibo ed acqua forniti in quantità adeguate, dagli arricchimenti di arredo che gli consentono movimento e il gioco, senza dimenticare l’indispensabile relazione con i suoi umani e i suoi simili. Quindi, e soprattutto se li si lascia soli durante il giorno, due o tre allegri miciotti in casa ‘is meil che uan’, come diceva un vecchio spot”.