Sconfiggere l’incontinenza dopo un intervento alla prostata

Senior grey-haired man smiling happy standing at the city.

In seguito a un intervento alla prostata, l’incontinenza è una delle conseguenze più fastidiose a cui si deve far fronte. Si tratta di un problema che ha un impatto davvero significativo dal punto di vista della qualità della vita del soggetto che ne soffre. Il paziente, infatti, è obbligato a impiegare presidi assorbenti e in molti casi non può fare altro che cambiare le proprie relazioni e la propria vita sociale. Il rafforzamento dell’azione della vescica può essere favorito dalla riabilitazione del pavimento pelvico. Come noto, è dalla vescica che dipende il contenimento delle urine, ma questa situazione risulta complicata in seguito a un intervento prostata che ha comportato la sua asportazione in modalità chirurgica.

Come avviene la riabilitazione

Quello della riabilitazione è un percorso personalizzato, il cui scopo è quello di potenziare i muscoli del perineo da cui è sostenuta la cavità addominale, in corrispondenza della parte inferiore. Fare in modo che i muscoli del perineo siano attivi è la sola possibilità che si ha a disposizione per riuscire a limitare la portata dell’operazione. Una riabilitazione post-operatoria viene eseguita nella maggior parte dei centri, anche se sono pochi i fisioterapisti che vantano una specializzazione ad hoc in relazione a tale gruppo muscolare.

La valutazione del paziente

Per prima cosa è indispensabile la valutazione del paziente, che tiene conto di una vasta gamma di fattori: la quantità di tempo che si è trascorso con il catetere, il livello di invasività dell’intervento a cui ci si è sottoposti, le caratteristiche della cicatrice, la sensibilità locale e l’edema eventualmente presente. In seguito al paziente viene spiegato come agire nell’effettuare gesti routinari allo scopo di limitare l’incontinenza: gesti che possono riguardare l’alzarsi da una sedia o anche solo il bere. Quindi vengono illustrati degli esercizi mirati che il paziente in seguito potrà effettuare a casa da solo, in posizione distesa. Si tratta di azioni il cui obiettivo è quello di riprodurre situazioni di sforzo che possono essere ricondotte alla vita di tutti i giorni.

In quanto tempo si recupera la continenza

La continenza, nei casi di minor gravità, può essere ripristinata nel giro di poche settimane dal momento dell’intervento. Se, però, la lesione chirurgica è più ampia e quindi si tratta di un caso complesso, è necessaria la stimolazione elettrica del muscolo, e non è detto che basti un anno di riabilitazione. Grazie alla ginnastica, comunque, la zona diventa più forte e in grado di tenere, in modo che il passaggio di urina possa essere arrestato grazie alla contrazione del perineo.

I prodotti per l’incontinenza di AMioAgio

Durante il periodo in cui si patisce l’incontinenza, si rende necessario il ricorso ad ausili e prodotti ad hoc: pannoloni e altri articoli da indossare che servono a garantire al paziente una vita quotidiana serena e normale. Lo shop AMioAgio è un punto di riferimento in questo ambito, grazie ai prodotti della linea MoliCare che vanno incontro alle esigenze di uomini (e donne) di tutte le età.

Il percorso prima dell’intervento chirurgico

Da qualche tempo a questa parte, la riabilitazione successiva all’intervento chirurgico viene affiancata da un percorso pre-operatorio. Più o meno a partire da un mese prima della data prevista dell’intervento, si prepara il paziente per fargli eseguire quegli esercizi che, dopo l’intervento, gli consentiranno di limitare l’entità del disagio e di ritrovare in tempi rapidi la continenza. Questo tipo di trattamento assicura vantaggi più che significativi anche dal punto di vista della funzione erettile, ma è bene mettere in evidenza che il suo buon esito varia a seconda di quanto è motivato e costante il paziente, il quale dovrà eseguire gli esercizi senza lo specialista, ma da solo a casa. L’ideale sarebbe ripetere questi esercizi un paio di volte al giorno, una frequenza che aiuta a interiorizzare il movimento e che assicura molteplici benefici.

I vantaggi offerti dalla ginnastica perineale

Va detto, per di più, che il ricorso alla ginnastica perineale è raccomandato anche per gli uomini che si sono sottoposti a un trattamento di radioterapia. In questa eventualità, però, ci possono essere vantaggi meno significativi a causa del danno che il tessuto muscolare patisce per effetto delle radiazioni, che ne compromettono la sensibilità e lo rendono meno vascolarizzato.

L’importanza dello sport

Si può abbinare la riabilitazione all’esercizio fisico, fermo restando che ci sono attività consigliate e altre che, invece, almeno per un po’ di tempo devono essere messe da parte. Va bene camminare, sia al chiuso su un tapis roulant che all’aperto, così come si può nuotare senza problemi. Sarebbe preferibile attendere due mesi, invece, prima di iniziare ad andare in bici o a correre a un ritmo sostenuto. In ogni caso, se ci si rende conto che lo sforzo fisico favorisce la perdita di urina è necessario interromperlo fino alla successiva guarigione.