Essere genitori di un bambino autistico. Il ruolo del parent training

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Il sostegno alla genitorialità nei casi in cui si ha a che fare con un bambino che mostra disturbi dello spettro autistico passa attraverso il parent training. Si tratta di percorsi di estrema importanza che si affiancano alle terapie di base rivolte ai bambini stessi.

Ne parliamo con Rosanna Camino, psicologa-psicoterapeuta e terapista ABA, che in Molise collabora con il Centro Hanami di Ripalimosani, alle porte di Campobasso.

Si legge spesso, in materia di sostegno alla disabilità, della necessità di attivare percorsi di parent training. Ma di che si tratta? E perché il parent training è così importante?

Intanto ricordiamo che i disturbi dello spettro autistico sono disordini che si presentano in età evolutiva. E che sono caratterizzati dalla compromissione della comunicazione e dell’interazione sociale, dalla presenza di interessi ripetitivi o ristretti. I genitori che si trovano davanti ad una diagnosi di questo tipo cadono ovviamente in un vortice fatto di sofferenza e di preoccupazioni. Si sentono disorientati, devono rimodulare la loro quotidianità, i loro progetti familiari vengono messi completamente in discussione. Inoltre nel cercare di interagire senza risultati con il loro figlio sono colpiti spesso da una forte frustrazione. Ben presto sono dunque tenuti a ridimensionare le aspettative sul figlio; e tutto ciò mette alla prova le loro capacità di adattamento. Non c’è altra via: è necessario che trovino il modo di creare nuovi equilibri, coinvolgendo tutti i componenti della famiglia. Ecco: in queste situazioni la coppia genitoriale ha bisogno di informazioni e formazione sull’autismo, che vengono fornite da programmi di Parent Training. Dunque il Parent Training (letteralmente ‘allenamento genitoriale’) tratta la formazione intesa a gestire il comportamento del bambino. È un intervento rivolto ai genitori al fine di sostenerli nel processo educativo e riabilitativo del figlio: E matura attraverso incontri con professionisti qualificati.

Come funziona e in che cosa consiste esattamente il parent training?

E’ un trattamento durante il quale vengono fornite strategie psicoeducative e tecniche di intervento. I genitori, negli incontri, sentendosi accolti, partecipano raccontando le proprie esperienze, le proprie emozioni, preoccupazioni e dubbi. Inoltre durante il percorso vengono consegnate loro schede di lavoro che saranno visualizzate e trattate negli incontri successivi. Il numero delle sessioni è legato a delle variabili ed è stabilito in precedenza, ogni incontro è di circa 90 minuti con cadenza settimanale o quindicinale ed è condotto da uno psicologo-psicoterapeuta.

Si tratta di interventi sulla singola coppia oppure si lavora in gruppo?

Il parent training può essere indirizzato sia a un gruppo composto da 4-5 coppie di genitori che alla coppia genitoriale. In alcuni casi si può rendere necessario un percorso con un singolo genitore. Certo, il lavoro di gruppo riscontra notevoli vantaggi per tutti i genitori. Si sviluppa una rete di sostegno sociale, si attiva il confronto, nasce la condivisione tra famiglie che vivono situazioni simili. Pian piano si acquisisce la consapevolezza di non essere soli, si dividono i momenti difficili ma  anche le piccole o grandi conquiste. Si possono apprendere nuove strategie efficaci messe in atto da altri genitori. Purtroppo a causa della pandemia da Covid-19 in questo periodo il lavoro in gruppo non può essere svolto e pertanto saremo costretti a portare avanti, fino a che questa emergenza non sarà terminata, quello sulla coppia.

Quali risultati concreti, quali obiettivi importanti si raggiungono?

Gli obiettivi del parent training sono molteplici. Prima di tutto c’è l’incremento delle abilità di coping, ovvero le capacità di fronteggiare e gestire la propria vita davanti a situazioni difficili. Contemporaneamente le persone che seguono un percorso di questo tipo acquisiscono maggiori capacità di problem solving, ossia quelle abilità utili a trovare vie d’uscita di fronte agli ostacoli. Si diventa quindi capaci di attivare strategie per rinforzare i comportamenti funzionali del piccolo. Aumenta in queste famiglie la consapevolezza delle difficoltà presenti nel bambino, sino alla completa accettazione dei comportamenti inadeguati del figlio. Raggiungere tutti questi piccoli o grandi traguardi determina infine un aumento di autostima e autoefficacia dei genitori e migliora la qualità del tempo che la coppia rivolge al proprio bambino, con conseguente riduzione dello stress.